Percorsi Formativi

Il P.U.F. comprende tre tipi di percorsi formativi per i laici della Chiesa di Napoli: la Formazione di Base, la Formazione Mirata a specifici servizi ecclesiali e ai Ministeri istituiti e la Formazione Permanente.

La Formazione di Base

La Formazione di Base ha durata e programmazione biennali e viene attivata ad anni alterni nell’ambito di ogni decanato.

Possono essere iscritti ai corsi della Formazione di Base tutti coloro che, compiuti i 18 anni di età e completato l’itinerario di iniziazione cristiana con la Confermazione, di fatto già svolgono o intendono svolgere qualche servizio ecclesiale nella comunità parrocchiale. Non si richiede uno specifico titolo di studio, ma una discreta attitudine al lavoro intellettuale.

La Formazione di Base offre un itinerario formativo comprendente: lo studio di Introduzione alla Fede, della Sacra Scrittura, del Mistero della Chiesa, della Teologia della Vita Cristiana e della Teologia Pastorale. Ciascuno dei due corsi annuali si articolerà in quattro tappe di studio (di una lezione settimanale di almeno due ore), di due giornate di spiritualità e tre giornate di verifica.

Al termine dell’itinerario formativo del biennio di Formazione di Base, l’Ufficio Diocesano, su indicazione del Centro decanale competente, rilascia un attestato di partecipazione.

La Formazione Mirata

I corsi di Formazione Mirata hanno durata e programmazione annuali e propongono percorsi formativi orientati a particolari servizi ecclesiali. Essi vengono attivati in più aree della diocesi.

Possono essere iscritti ai corsi della Formazione Mirata tutti coloro che, compiuti i 20 anni di età e completato l’itinerario di iniziazione cristiana con la Confermazione, di fatto già svolgono o intendono svolgere un servizio ecclesiale nella comunità parrocchiale e che abbiano completato il biennio della Formazione di Base. Non si richiede uno specifico titolo di studio ma una discreta attitudine al lavoro intellettuale.

I corsi di Formazione Mirata vengono organizzati direttamente dall’Ufficio Diocesano, in collaborazione con i vari uffici della diocesi. Durata, modalità e tematiche vengono stabilite di volta in volta in relazione alle caratteristiche peculiari dei corsi stessi e devono essere comunicate dall’Ufficio Diocesano nel piano formativo annuale. I corsi mirati si concludono con una verifica dei partecipanti e prevedono il rilascio di un Attestato di Idoneità (e non semplicemente di frequenza).

L’Ufficio Diocesano curi in particolare che l’offerta annuale dei corsi mirati osservi un giusto equilibrio dei vari settori e corrisponda ai reali bisogni pastorali della diocesi.

Nell’ambito della Formazione Mirata vengono individuati due tipi i formazione:

A) La Formazione ai Servizi Ecclesiali

I partecipanti sono invitati ad esprimere il loro orientamento verso un “settore” della formazione mirata. La scelta sia fatta d’intesa con il proprio parroco, secondo il modulo predisposto.

L’Ufficio Diocesano ha individuato, in base alle scelte pastorali effettuate dalla nostra Chiesa di Napoli negli ultimi anni, le seguenti “figure ministeriali”:

  • Animatore della Liturgia:coordina il centro liturgico parrocchiale, in particolare cura la preparazione delle celebrazioni e guida il gruppo dei ministranti;
  • Operatore della Caritas Parrocchiale:coordina l’educazione alla carità in parrocchia;
  • Animatore dei Centri d’Ascolto del Vangelo:visita periodicamente le famiglie ed anima i centri d’ascolto del Vangelo;
  • Animatore dell’Oratorio:anima l’oratorio parrocchiale e attua il progetto educativo per ragazzi ed adolescenti;
  • Catechista:educa alla fede fanciulli, adolescenti e giovani lungo tutto l’itinerario dell’iniziazione cristiana. Guida anche la catechesi degli adulti;
  • Operatore di Pastorale Familiare:guida la catechesi dei fidanzati, la preparazione al Sacramento del Matrimonio, al Battesimo dei bambini ed anima i gruppi di famiglia;
  • Operatore di Pastorale Giovanile:anima i gruppi giovanili, l’equipe decanale e il centro di pastorale giovanile;
  • Operatore di Pastorale della Salute:visita i malati assistendoli nelle loro difficoltà;
  • Operatore di Pastorale per la Terza Età:anima gli incontri che rispondono ai bisogni fondamentali degli anziani;
  • Operatore di Pastorale per lo Spettacolo:promuove iniziative relative al mondo del teatro, della musica e dello spettacolo;
  • Operatore di Pastorale per lo Sport:promuove e organizza la pastorale sportiva in parrocchia e nel decanato;
  • Operatore di Pastorale per il Turismo:promuove iniziative atte a favorire il turismo religioso;
  • Operatore di Pastorale per le Comunicazioni Sociali:promuove la sensibilità alle nuove tecnologie per l’azione pastorale della Chiesa.

B) La Formazione ai Ministeri Istituiti (Lettore – Accolito – Ministro Straordinario della Comunione)

“E’ il Signore che suscita i ministeri nella comunità e per la comunità” (EvM 62). L’istituzione mette in luce la chiamata del Signore per un servizio ai fratelli, ma è anche la preghiera della chiesa con cui viene comunicata la grazia per il ministero.

I ministeri istituti sono una grazia per la comunità in cui vivono, grazia corrispondente ai bisogni concreti della comunità stessa. Ogni ministero è un servizio prettamente ecclesiale nella sua essenza e nella sua destinazione: aiuta il ministero ordinato nell’esercizio delle sue funzioni e contribuisce all’incessante fondazione, crescita e missione della comunità cristiana.

Ogni ministero istituito non è un servizio temporaneo e transeunte ed esige pertanto una certa stabilità; sorge dal seno della comunità e vive per il bene della comunità, deve godere della stima della comunità e avere l’approvazione da chi in essa esercita il servizio dell’autorità.

I primi due ministeri istituiti dopo il Concilio sono due: il Lettorato e l’Accolitato. Hanno riferimento al Libro sacro e all’Altare, ossia all’amministrazione della Parola di Dio e del sacramento del Corpo e Sangue di Cristo e , di conseguenza, della Verità nella carità (Ef 4,15): i divini tesori custoditi dalla chiesa e di cui la chiesa è debitrice all’umanità (EvM 63).

Sono compiti del Lettore:
far riscoprire l’importanza della Parola di Dio, incoraggiando ogni forma di predicazione del Vangelo, perché maturi nei fedeli la personale adesione alla Parola di Dio. Appartiene al servizio del Lettorato la cura dei catechisti; la sensibilità per la pastorale della scuola attraverso il contatto con gli insegnanti delle scuole cattoliche e con quelli di religione; la formazione e l’accompagnamento degli animatori dei Centri d’Ascolto del Vangelo; la collaborazione con i responsabili dei mezzi di comunicazione sociale e il conseguente impegno della diffusione dei documenti magisteriali del Papa e del Vescovo.
Nell’assemblea liturgica è compito del Lettore proclamare la Parola di Dio; in mancanza del salmista recitare il salmo; quando non sono disponibili né il Diacono né il cantore, enunciare le intenzioni della preghiera universale dei fedeli; dirigere il canto e guidare la partecipazione del popolo fedele; istruire i fedeli a ricevere degnamente i Sacramenti.
Egli dovrà anche curare la preparazione degli altri fedeli, che, per incarico temporaneo, proclamano la Parola di Dio nelle azioni liturgiche. Affinché poi adempia con maggiore dignità e perfezione questi uffici, procuri di meditare assiduamente la Sacra Scrittura.

Sono compiti dell’Accolito:
curare l’animazione del culto liturgico, formando i fedeli a parteciparvi con la voce, col cuore e soprattutto con la vita. Appartiene al servizio dell’Accolitato la formazione, la cura e l’accompagnamento dei ministranti, dei cantori, dei sacristi e degli stessi Ministri Straordinari della Comunione. Ciò presuppone la conoscenza e lo studio dei documenti relativi al rinnovamento liturgico, alla disciplina della Chiesa, anche per quanto riguarda le disposizioni circa il canto e la musica sacra. Non può mancare la sensibilità di accoglienza per i fedeli che partecipano alle celebrazioni, soprattutto domenicali, come anche l’interessamento per il decoro del tempio, individuando, coinvolgendo e incoraggiando le persone disponibili e di buona volontà a prendersi cura della pulizia, dell’ordine dei vasi sacri, delle vesti liturgiche, delle suppellettili, dei libri per la celebrazione dei sacri riti.
Inoltre, è coinvolto nella cura dell’animazione dei gruppi di preghiera come pure del culto devozionale, particolarmente delle processioni, perché siano liturgicamente ordinate e partecipate, vigilando, di intesa col parroco, perché specie nelle feste popolari non si confonda il sacro con il profano.

Nell’assemblea liturgica è compito dell’Accolito aiutare il Diacono all’altare e fare da ministro al Sacerdote; distribuire, come ministro straordinario, l’Eucaristia tutte le volte che i ministri ordinati non vi sono o non possono farlo per malattia, per l’età avanzata o perché impediti da altro ministero pastorale. Nelle medesime circostanze straordinarie potrà essere
incaricato di esporre pubblicamente all’adorazione dei fedeli il Santissimo Sacramento dell’Eucaristia e poi di riporlo (ma non di benedire il popolo). Egli eserciterà tanto più degnamente questi compiti, se parteciperà alla Santissima Eucaristia con una pietà sempre più ardente, si nutrirà di essa e ne acquisterà una sempre più profonda conoscenza.

La formazione spirituale dei candidati ai Ministeri Istituiti è affidata ad un presbitero, nominato dall’Arcivescovo, esperto nella cura delle anime e preparato nelle problematiche teologiche e pastorali dei ministeri.

L’istituzione del Lettore e dell’Accolito, secondo la veneranda tradizione della Chiesa, è riservata agli uomini.

L’Istruzione Immensae caritatis, pubblicata il 29/01/1973, segna la riscoperta del ministero straordinario della Comunione. “Questo ministero straordinario, quindi suppletivo ed integrativo degli altri ministeri istituiti, richiama il significato di un servizio liturgico intimamente connesso con la carità e destinato soprattutto ai malati e alle assemblee numerose. Esso impegna laici e religiosi a una più stretta unità spirituale e pastorale con le comunità nelle quali svolgono il loro apostolato” (Premesse al Rito). È un “ministero”, quindi non una gratificazione o un privilegio personale, ma un servizio comunitario che risponde ad una necessità dei fedeli, soprattutto degli infermi, e legato alla celebrazione dell’Eucaristia. È un ministero “straordinario”, e per il suo esercizio si richiede un’effettiva carenza di ministri ordinati o una reale difficoltà di averne disposizione all’occorrenza.

Il ministro straordinario della Comunione è un battezzato che testimonia con la sua vita il mistero che celebra ogni domenica. Pertanto, si eviterà di presentare candidati che vivono situazioni matrimoniali irregolari o che non godono la stima della comunità.
I compiti del Ministro Straordinario della Comunione:

a)La Comunione ai Malati

La cura pastorale degli infermi è una delle principali premure che la Chiesa affida al parroco. Tuttavia, dal momento che gli impegni pastorali domenicali gli impediscono di recarsi personalmente dagli ammalati, sarà sua cura riservarsi il primo venerdì del mese per visitarli e
confessarli. Alla domenica, invece, giorno dell’Eucaristia, i ministri straordinari al termine dell’assemblea liturgica portano la Comunione ai fratelli infermi, come avveniva nelle prime comunità cristiane. Prima dei riti conclusivi il Parroco consegnerà ai ministri straordinari le teche con le sacre specie. Questi sono invitati dall’intera comunità, come a prolungare nelle case, negli ospedali, nei cronicari e nelle case di cura l’Eucaristia celebrata in parrocchia. A casa dell’ammalato, il ministro presterà il servizio della parola e del sacramento e, quando occorre, anche il ministero della carità. Perché questo servizio sia efficace sotto il profilo ecclesiale, occorre che il ministro straordinario agisca in comunione con la comunità parrocchiale e in stretta collaborazione con il parroco.

b) La distribuzione della Comunione ai fedeli nelle grandi assemblee.

Al fine di evitare il protrarsi della celebrazione eucaristica, i ministri straordinari, potranno distribuire ai fedeli la Comunione nelle grandi assemblee. Questo è consentito solo in mancanza di sacerdoti, di diaconi e quando il sacerdote è impedito. Il celebrante consegnerà al ministro straordinario la pisside per la Comunione che, una volta conclusa, sarà consegnata nelle mani del sacerdote che lo riporrà nel tabernacolo. È compito del ministro straordinario sensibilizzare l’ammalato e la famiglia a celebrare quanto prima il sacramento dell’Unzione degli Infermi.

Per il Ministero Straordinario della Comunione i candidati devono avere l’età minima di 21 anni, la massima di anni 65; mentre per il Lettorato e l’Accolitato i candidati devono avere l’età minima di 25 anni per accedere ai ministeri, la massima di anni 65 e si richiede come titolo di studio un diploma di scuola media superiore.

L’ammissione all’istituzione spetta all’Arcivescovo in rapporto alle reali necessità pastorali della diocesi e ascoltato il Consiglio Episcopale.

L’aver percorso tutto l’itinerario formativo del Puf non crea il diritto all’istituzione.

La Formazione Permanente

I corsi di Formazione Permanente sono organizzati dai vari uffici della diocesi in collaborazione con l’Ufficio Diocesano per la Formazione degli Operatori Pastorali e propongono tematiche formative di aggiornamento e di approfondimento: la Sacra Scrittura, Fede, Chiesa, Teologia, Morale, Liturgia, Pastorale…

Ufficio Diocesano per la Formazione degli Operatori Pastorali

Largo Donnaregina, 22 - 80138 Napoli

I Piano Tel. 0815574283

Email: pufnapoli@alice.it

L'ufficio diocesano è aperto ogni Giovedì dalle ore 9.00 alle ore 12.00

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